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Stressato dal lavoro? Come prevenire il burnout!

Il lavoro ricopre una parte determinante nella nostra vita, sia in termini di realizzazione personale, sia in termini di tempo

Stressato dal lavoro? Come prevenire il burnout!

6 minuti

Credo di non esagerare, asserendo che, la maggior parte di noi, trascorra più tempo al lavoro o, comunque, a dedicarsi ad esso, piuttosto che ad altre attività. Questo rende impellente, per il nostro benessere psico-fisico, che coesistano delle condizioni favorevoli al suo interno, condizioni di soddisfazione, crescita e motivazione professionale. Diversamente inizieremmo ad accumulare il così detto stress da lavoro.

Se prolungato nel tempo, lo stress da lavoro, unito a stanchezza, ansia e demotivazione può portare ad un vero e proprio esaurimento delle risorse personali, fino ad arrivare alla sindrome del burnout. Quest’ultima può, quindi, essere considerata come una reazione di adattamento inefficace di fronte ad un forte stress da lavoro.

Tradotto dall’inglese burn out significa bruciarsi, esaurirsi, infatti rimanda ad uno stato psico-fisico che influisce negativamente sulla quotidianità. Individuata negli anni settanta da Freudenberger e da Maslach, questa sindrome è stata riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel 2019.

Le caratteristiche peculiari del burnout sono: 

  • ‍Esaurimento: il soggetto si sente senza energie, incapace di riposare o di pianificare attività;‍
  • Inefficacia: il soggetto inizia ad avere pensieri di inadeguatezza e sopraffazione, rivolti soprattutto alle attività o progetti da svolgere;
  • Scetticismo: la persona assume un atteggiamento di distacco e indifferenza nei confronti dell’attività lavorativa e dei colleghi. Questo atteggiamento, spesso, è alimentato dalla paura d’incorrere in delusioni o insuccessi, compromettendo il proprio equilibrio psico-fisico.

CHE COS’E’ IL BURNOUT E COME SI MANIFESTA

Il burnout non si manifesta soltanto nella vita professionale: il crollo emotivo può essere generato da altri fonti di stress dettate dagli impegni di vita personale, tra cui lo stesso management familiare (troppi impegni, troppe responsabilità ecc.)

Non esiste un solo sintomo che fa arrivare alla sindrome da burnout: è l’insieme di tutti questi prolungati nel tempo: crollo emotivo, calo della motivazione e della produttività, scarsità di pianificazione e profonda insicurezza nelle proprie capacità.

Negli ultimi anni sono aumentati gli accessi in studio per stress eccessivo e prolungato legato all’attività professionale, eppure, molto diverse emergono le variabili implicate per ogni singolo utente: alcuni arrivano con autostima bassissima, per eccessivo perfezionismo o eccessive pretese verso sé stesso e le proprie performance, altri per ambienti aziendali stressanti, mobbing e mancanza di meritocrazia o riconoscimenti.

Una costante rimane la sensazione d’incapacità di cambiare la situazione, l’impotenza di fronte ad ostacoli percepiti insormontabili.

Le frasi che ridondano:

  • Non sono all’altezza delle richieste aziendali;
  • Non posso cambiare lavoro, non troverò niente alla mia età e devo mantenere la mia famiglia, non ho via d’uscita;
  • I giovani arrivano dopo, non hanno esperienza, ma vengono trattati meglio di noi, non possiamo competere perché loro hanno la laurea;
  • Il mercato del lavoro è saturo, nessuno mi vorrebbe;
  • Sono lento, faccio troppi errori, mi sento incapace;
  • Mi sento preso di mira dal capo, vuole licenziarmi, me lo sento;
  • Mi sveglio alla mattina già stanco e demotivato;
  • L’idea di entrare in ufficio mi fa mancare l’aria;
  • Ho attacchi di panico, mi nascondo in bagno.

Alla luce di quanto sopra, possiamo individuare sintomi di diversa natura: 

  • Sintomi psicologici: includono irritabilità, demotivazione, pensieri di fallimento, disinteresse, riduzione dell’autostima e della fiducia in se stessi, paura di cambiare lavoro. Il burnout può anche provocare depressione e attacchi d'ansia e disturbi d’ansia. ‍Si può assistere a un vero e proprio crollo delle energie psichiche;
  • Sintomi somatici: disturbi gastrointestinali (come gastrite e colite), cefalee ed emicranie, ulcere, disturbi della pelle (come comparsa di acne e dermatite).
  • Sintomi comportamentali: stanchezza, apatia, disturbi del sonno e dell’appetito, calo del desiderio sessuale, facile irritabilità, umore altalenante.

GLI STADI CHE PORTANO AL BURNOUT

Il burnout da lavoro ha sintomi che si manifestano in maniera graduale, possiamo individuare dei veri e propri stadi, una sorta di campanellini d’allarme per riconoscerlo e agire tempestivamente per arginarlo.

  1. Un primo campanello d’allarme è che la persona sembra avere una dipendenza da lavoro, arrivando a sacrificare anche il suo tempo libero, con elevate aspettative di successo lavorativo e cambiamento della qualità della vita;
  2. Segue una fase di delusione di queste aspettative che si traduce in passività e apatia.
  3. La frustrazione può essere così forte da impedire al soggetto di lavorare in modo produttivo, si fa strada il senso di colpa e la rabbia verso sé stessi e tutte le persone che lo circondano;
  4. A questo punto tutto perde di valore e di significato.

È POSSIBILE USCIRNE? ALCUNI CONSIGLI UTILI

Foto raffiguarante scritta "stop burnout"

 

  • Prendersi delle pause dal lavoro;
  • Tenere un diario dove annoverare i propri stati emotivi, le situazioni che producono eccessiva ansia e anche eventuali strategie messe in atto per superarle;
  • Dedicarsi a nuove attività nel tempo libero: yoga, hobby, attività di meditazione e rilassamento (mindfulness), sport;
  • Creare dei confini stabili tra la propria vita privata e il lavoro;
  • Rivolgersi ad uno specialista. Nell’ambito della mia professione di pedagogista clinico, in situazione di stress profondo e prolungato, utilizzo tecniche dialogico corporee specifiche, come quella del Discover Project®: metodo frutto della Ricerca del Centro ISFAR e ispirato al rilassamento muscolare progressivo di Edmund Jacobson (1888-1983) il quale sostiene che, realizzando con il rilasciamento uno stato di completo riposo dei muscoli, si è in grado di raggiungere la calma nel proprio mondo emozionale, incentrandosi sull’apprendimento della decontrazione muscolare volontaria, sulla presa di coscienza dello stato di contrazione-distensione di ciascun gruppo muscolare. L’ispirazione e le sollecitazioni che sono derivate dai principi di Jacobson non si negano poiché anche essi si affidano a criteri di globalità e allo studio delle funzioni dell’uomo, ma per proporsi propri obiettivi aderenti ai principi della Pedagogia Clinica, scienza autonoma, sono state apportate innovazioni metodologiche significative. La Pedagogia Clinica, scienza educativa e non terapeutica, rivolta alla persona e non al malato o al sintomo o alla difficoltà specifica, risponde con il Discover Project® ad attenzioni e competenze indispensabili per liberare la persona dalle tensioni che compromettono una certa autonomia, la disponibilità del proprio corpo e nuove capacità di adattamento all’ambiente.

Se vuoi approfondire il metodo Discover Project® clicca qui.

È importante ricordare che se vogliamo apportare dei miglioramenti significativi nella nostra vita, non sarà possibile farlo se continuiamo a perpetrare stesse abitudini e stili di vita. Solo il cambiamento permetterà di ottenere dei risultati diversi! In alcuni casi, quindi, sarà necessario apportare modifiche importanti all'ambiente lavorativo o alla situazione personale per affrontare il burnout in modo efficace. Ciò potrebbe includere la riduzione del carico di lavoro, la delega delle responsabilità, la ricerca di un nuovo impiego o la riorganizzazione delle attività quotidiane per favorire un maggiore equilibrio tra lavoro e vita personale.

Il burnout è un disturbo serio che può avere gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita di chi ne soffre. È importante essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie esigenze, e imparare a gestire lo stress in modo sano e efficace per prevenirlo.

 

Fotogramma tratto dal film La ricerca della felicità con citazione
Dal film di Gabriele Muccino: "La ricerca della felicità"

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