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Progetto personalizzato: Valery e il controllo sfinterico

Ho ricevuto in studio diversi bambini con questo problema, di età diverse. Per garantire l’anonimato e mantenere il segreto professionale, utilizzerò nome ed età fittizi, descrivendo la situazione più diffusa

Progetto personalizzato: Valery e il controllo sfinterico

11 minuti

PREMESSA

Ho ricevuto in studio diversi bambini con questo problema, di età diverse. Per garantire l’anonimato e mantenere il segreto professionale, utilizzerò nome ed età fittizi, descrivendo la situazione più diffusa, sintesi delle tante condizioni con le quali ho avuto a che fare. In questo modo il progetto potrà essere un valido supporto per molti altri genitori alle prese con la stessa difficoltà.

SITUAZIONE

Valery ha cinque anni e mezzo ed è la seconda di tre fratelli. Aveva iniziato a fare i suoi bisogni nel vasino già a tre anni, poi con la nascita del fratellino gli equilibri in famiglia hanno necessitato di nuovi assesti, portando Valery a ricercare sempre nuove attenzioni da parte di mamma e papà. I genitori raccontano con sofferenza l’esordio di alcune problematiche di salute dell’ultimo figlio, già dalla nascita, condizione che li ha costretti a dedicarsi costantemente a lui per il primo anno, accedendo a terapie e controlli specialistici. Attualmente i problemi di salute del piccolo Tommaso si sono risolti, purtroppo quella che pensavano fosse solo una tattica transitoria di Valery per attirare l’attenzione, si è tramutata in un incubo dal quale non riescono a svegliarsi. Confidano di aver provato di tutto con la bimba, di averla portata anche dal pediatra e a fare delle visite specialistiche, senza alcun successo, se non la conferma che non sussistono impedimenti fisici o problemi di salute. Spesso si arrabbiano con la bambina, quando si nasconde per evacuare, sporcandosi, anche la bimba vive con grande insofferenza la situazione, rifiuta di recarsi in bagno o di sedersi sul vasino, si chiude le orecchie con le mani quando i genitori o le insegnanti della scuola dell’infanzia le chiedono se deve andare in bagno. Nessun problema per la pipì. La situazione, nel tempo, si è complicata, allo stato attuale Valery non asseconda i movimenti peristaltici intestinali, quindi la massa fecale si accumula nel retto. Via via che le feci si accumulano, l’umore e l’appetito si riducono a causa della comparsa di dolori addominali provocati dalla distensione della parete e dallo sforzo ritentivo in parte inconsapevole, infatti la bambina mangia molto poco, ha sbalzi d’umore e si pone costantemente sulla “difensiva”. A questo punto, le feci in eccesso fuoriescono in maniera incontrollata. La perdita di controllo rispetto alle fuoriuscite confonde la bambina e inquieta il genitore. L’incapacità di controllare l’emissione delle feci è umiliante e la bimba vive con la paura di essere “smascherata”, in particolare di fronte ai coetanei e quindi si appropria di un’ampia gamma di strategie che dovrebbe aiutarla a “rimanere nascosta” e comunque a contenere le intense emozioni che circondano il problema (atteggiamenti d’indifferenza e/o isolamento).

CONOSCO VALERY: LA OSSERVO, GIOCO CON LEI, DISEGNIAMO.

LE MIE OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI

Dall'osservazione partecipata, sistematica, emerge una profonda insicurezza che porta la bimba a ricercare pace, serenità, tenerezza e affetto. Desidera vivere in un ambiente senza problemi e senza pressioni e costrizioni. Si sente triste e spesso apatica perché vive una percezione d’isolamento (non per forza reale, probabilmente psicologica). Cerca d’evitare critiche e giudizi e d’imporre la sua idea e pensiero (paura di essere ostacolata). Vive una situazione di confusione generale, emerge il bisogno di fare luce su pensieri, situazioni ed eventi per chiarirli e vivere più liberamente e serena. Appare cauta e prudente rispetto all’ambiente esterno, nascondendo alcuni suoi aspetti che teme non vengano accettati. È una bambina vivace, intelligente e molto creativa, qualità da tenere in considerazione nella progettazione del piano d’azione personalizzato.

Il progetto per Valery segue quattro aspetti fondamentali. Si parte dal presupposto che coinvolgere tutti gli aspetti d’interesse aumentera’ le possibilita’ di successo:

  1. LA DIETA - la scelta di una dieta adeguata costituisce un mezzo fisiologico utilissimo per contrastare la stitichezza frequentemente associata all’encopresi.
  2. I FARMACI - il trattamento farmacologico viene concordato con il pediatra, consiglio di procedere con le bustine già prescritte, ma utilizzando una dose minore, in modo da non provocare dolori addominali eccessivi e evacuazioni improvvise.
  3. LA REGOLARITÀ - si stabiliscono dei comportamenti ripetitivi per indurre la bambina ad acquisire una certa regolarità nella defecazione e nelle abitudini relative all’uso del gabinetto. È necessario che la bambina abbia ritmi alimentari il più possibile regolari, nonché una buona igiene del sonno. Importante è l’esercizio fisico.
  4. ASPETTO EDUCATIVO/LUDICO - si effettua attraverso i metodi comportamentali che consentono di facilitare l’apprendimento e il riapprendimento della bambina attraverso tecniche basate sull’uso del rinforzo positivo e del “gioco”, vengono utilizzate pratiche atte ad aumentare la capacità di riconoscere lo stimolo defecatorio.

Importante aiutare i genitori a capire e modificare i comportamenti che mantengono il problema e la bambina a riacquistare la sua autostima, a sentirsi sicura di sé, a gestire le emozioni e la fiducia nell’adulto.

STEP DEL PROGETTO- IN SINTESI:

  1. PRIMO STEP- PSICOFIABA CREATA SU MISURA PER VALERY CHE INTRODUCA IL PIANO D’AZIONE E CONTEMPORANEAMENTE MOTIVI LA BAMBINA ALL’IMPEGNO. SI CONSIGLIA DI CHIEDERE ALLA BIMBA DI PENSARE AD UNA PAROLA MAGICA PER COMUNICARE IL BISOGNO DI ANDARE IN BAGNO, così da non rendere plateale questo bisogno che, ancora, la mette a disagio.
  2. SECONDO STEP- RILEGGERE la fiaba sottolineando le analogie tra la fatina dei fiori e la situazione della bimba e preparare il cartellone token economy insieme a Vaiolet con rinforzi positivi/gratificazioni sull’impegno (non solo sul successo). Sul cartellone possono apparire due strade: una per la bambina e una per la fatina, questo aiuterà Valery ad impegnarsi come la sua nuova, magica amichetta. Vaiolet potrebbe comunicare con la bambina attraverso dei messaggi periodici, che appariranno all’interno di uno scrigno magico.
  3. TERZO STEP- Dal momento in cui Valery accetta di “entrare nel gioco”: 
    •  SUPPORTO FARMACOLOGICO STIMOLANTE (BUSTINE PER EVACUARE, MA IN PICCOLE DOSI)
    • DIETA ALIMENTARE CHE CONTRASTI LA STIPSI
  4. QUARTO STEP-GESTIONE EMOTIVA: CREARE ALLEANZA CON LA BAMBINA, VALERY DEVE CONSIDERARE IL GENITORE UN SOSTEGNO IN QUESTO PERCORSO E PERCEPIRE DA LUI FIDUCIA PER IL SICURO SUCCESSO (importante avere pazienza, assecondare i tempi della bimba, rimanendo fermi sull’obiettivo finale)
    • SI CONSIGLIA CHE, ALMENO ALL’INIZIO, SIA SOLO UNO DEI DUE GENITORI A SEGUIRE LA BAMBINA IN QUESTO PROGETTO
  5. QUINTO STEP- CREARE DELLE ROUTINES CHE RASSICURINO LA BAMBINA E LA SOSTENGANO: RITMI ALIMENTARI REGOLARI, ESERCIZIO FISICO, SONNO SERENO.
  6. SESTO STEP- TROVARE STRATEGIE CONSONE PER RENDERE PIACEVOLE IL MOMENTO DI ATTESA IN BAGNO (qualcosa che piaccia alla bimba, ma che non la distragga eccessivamente dall’obiettivo)
  7. SETTIMO STEP- PROMUOVERE LA CONTINUITA’ CON LA SCUOLA DELL’INFANZIA PER SEGUIRE UNA STESSA LINEA DI GESTIONE DELLA SITUAZIONE CON VALERY (concretamente: condividere il piano d’azione con le insegnanti della bimba)

TEMPI: DOPO 2 SETTIMANE SI CONSIGLIA UN CONFRONTO SULL’ANDAMENTO DEL PROGETTO PERSONALIZZATO, per eventuali modifiche o migliorie. Il progetto proseguirà fino al raggiungimento del completo controllo sfinterico.

FIABA: VAIOLET IMPARA A VOLARE

A cura della Dr.ssa Graziella Paradisi

C'era una volta una bellissima fatina dei fiori, il suo nome era Vaiolet e aveva sei anni. Viveva in un bosco incantato, insieme ad altre fatine come lei, a folletti e ad elfi. Era amata da tutti e le piaceva tanto divertirsi a correre tra i fili d’erba insieme agli altri. Tutte le sue amiche fatine avevano iniziato a volare tra i fiori colorati della primavera. Anche Vaiolet aveva provato a volare, ma purtroppo nel farlo sforzò troppo le sue piccole ali che non riuscirono a sostenere il peso e la fecero precipitare contro un grosso albero. Vaiolet si spaventò, tantissimo, oltre a farsi male e da quel giorno non volle più volare. Vedeva i suoi amici volare tra i fiori, felici, ridere e scherzare. Ma lei non voleva dire che aveva paura di farlo, così si nascondeva tra l’erba, un pochino triste, perché adesso che gli altri volavano, non volevano più giocare tra l’erba con lei. Un giorno sua mamma le chiese: “Vaiolet, ti vedo così triste vuoi raccontarmi perché?”, Vaiolet si vergognava di dire alla mamma che aveva paura di volare, aveva paura che la rimproverasse perché una fatina dei fiori deve saper volare per trasportare piccole gocce d’acqua sui fiori e creare la rugiada, fonte di acqua per molti insetti e per gli stessi fiorellini che altrimenti morirebbero. 

Vaiolet: “No mamma, va tutto bene”, allora rispose.

Mamma: “Vaiolet, sai che io e tuo padre ti amiamo tanto, se hai bisogno di aiuto per qualcosa diccelo”.

Vaiolet proprio non se la sentiva.

Mamma: “Piccola mia, vedo che le tue ali sono sciupate, sono rimaste piccole…ti faranno male così! Ma stai volando? Sai che volare fa bene a noi fate, ci rende forti, irrobustisce le nostre ali e ci fa star bene, perché per noi è naturale farlo, è la nostra vita. Decidere di non volare significa ammalarti, essere triste e sentire dolore”. A quel punto la piccola fatina scoppiò a piangere.

Vaiolet: “Mamma, quando ho provato a farlo mi sono fatta male e adesso ho tanta paura! Vorrei tanto volare come i miei amici, ma proprio non ce la faccio! Adesso ti arrabbierai con me e mi rimprovererai, vero?!”

Mamma: “Tesoro, se qualche volta mi arrabbio è solo perché vorrei sempre che tu stessi bene e fossi felice, è normale avere paura, ma io posso aiutarti e non mi arrabbierò con te. Sono la tua mamma, so volare da tanto tempo e so come fare per far volare anche te! Però devi fidarti e fare esattamente quello che ti consiglio di fare. Ci stai?”

Vaiolet si fermò qualche attimo a pensare, non ce la faceva più a continuare così e poi chi meglio della mamma avrebbe potuto aiutarla?

Vaiolet: “Ok!”

Mamma: “Vedrai che insieme risolveremo questo problema!”

Vaiolet: “Va bene, ma io ho paura di non riuscire o di sentire dolore, come posso fare?”

Mamma: “Potremmo farci aiutare da una bambina molto speciale che in questo momento sta leggendo la nostra storia!”

Vaiolet: “Come si chiama?”

Chiedere a Valery di dire il suo nome…

Vaiolet: “Che bel nome! Inizia con VA come il mio!! E come è questa bambina?”

Chiedere a Valery di descriversi…

Vaiolet: “Mi piace! Vorrei tanto che diventassimo amiche! Ma come può aiutarmi a volare?”

Mamma: “Anche lei ha un problema da risolvere, proprio come te! Sai, tu potrai aiutare lei con la tua magia a risolvere il suo problema e ad ogni suo impegno, arriverà anche a te la sua magia per darti coraggio e superare la tua paura di volare!”

Vaiolet: “Davverooo? Ma lei vorrà aiutarmi? Io SIII!!”

Mamma: “Insieme: io, te, Valery e la sua mamma ce la faremo!! Ne sono assolutamente sicura! Ma dovrà decidere Valery…”

Chiedere a Valery se vuole diventare amica di Vaiolet e aiutarla.

SVOLGIMENTO DEL PROGETTO

Ho ricevuto i genitori di Valery in studio, condividendo con loro le mie considerazioni e il progetto sopra indicato. La mamma si è mostrata disponibile a intraprendere il percorso con la figlia. Abbiamo convenuto fosse funzionale coinvolgere la bimba anche nell’acquisto del materiale per creare il cartellone, non di meno nella produzione dello stesso. Un modo per appassionarla da subito e motivarla all’impegno. Valery è una bambina molto fantasiosa, infatti ha accolto da subito l’idea di creare questi due percorsi. A distanza di qualche settimana, la mamma mi telefona aggiornandomi sullo sviluppo del progetto: la bambina, dopo qualche domanda, ha iniziato il “gioco” con crescente entusiasmo, aspettando con gioia l’arrivo del messaggio della fatina (all’interno dello scrigno magico, costruito dalla mamma stessa). La gradualità, evitando inutili forzature, è stata la modalità vincente. Ho ripetuto più volte ai genitori di non avere fretta, di rispettare i tempi della piccola, certa del successo. È stato importante sottolineare questi due concetti:

  • Raggiungeremo l’obiettivo, il progetto deve essere “vivo”, personalizzato, questo presuppone la possibilità di modificarlo al bisogno (ma senza desistere), non molleremo fino al raggiungimento del pieno controllo sfinterico. In altre parole: determinati e irremovibili sull’obiettivo da perseguire, flessibili e pazienti sulle modalità.
  • Divertitevi con Valery, osservatela, parlate con lei… il progetto deve diventare un momento prezioso anche dal punto di vista relazionale e affettivo.

mamma, papà e figlia felici

La mamma è riuscita ad impreziosire il progetto con modalità fantasiose e rilassate, come non le succedeva da tanto. Ad un certo punto, in particolare quando la bambina ha iniziato a scaricarsi regolarmente nel water, è subentrato anche il papà, apportando un contributo importante. Il progetto si è protratto per un paio di mesi, i genitori mi hanno confidato la loro paura di “terminare il gioco”, e quindi incorrere nella possibilità di tornare alla situazione problematica iniziale. Tuttavia Valery è cambiata, ha acquisito sicurezza in sé stessa e rinnovata fiducia negli adulti, quindi li ho rassicurati. Hanno protratto il progetto ancora per un po', principalmente per un loro bisogno. Non ho forzato, è importante rispettare i tempi di tutti e quando finalmente si sono sentiti pronti hanno concluso i due percorsi con una gita di famiglia presso un parco divertimento. L’obiettivo è stato raggiunto con successo! Valery si è sentita importante e al centro dell’attenzione, amata e coccolata e questo le ha infuso una grande serenità, colta anche dalle sue insegnanti della Scuola dell’Infanzia. Ha smesso di attirare l’attenzione dei genitori perché non ne aveva più bisogno. Il tempo trascorso con la bambina, ha riportato i genitori a “vederla” di nuovo, ad apprezzarne qualità e caratteristiche, a ridere con lei e a godere appieno dei momenti insieme.

E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante

Tratto da “Il piccolo principe” di Antoine De Saint Exúpery

Un altro progetto personalizzato - Un gioco per guarire, guarire per gioco

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