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Progetto: “Chitarra in note di pedagogia”

Pedagogia e Musica in sinergia per promuovere lo sviluppo globale ed equilibrato di ragazzi e bambini

Progetto: “Chitarra in note di pedagogia”

9 minuti

La musica ha origini che si perdono in tempi remoti. Secondo i miti sarebbe di provenienza divina, i Greci l’attribuivano ad Apollo, Orfeo e Dioniso. Gli Egizi la imputavano ad Ermes o Osiride. Gli Indù l’ascrivevano a Brahama. Gli Ebrei a Jubal. In tutte queste antiche civiltà le veniva anche attribuito un potere guaritore: i narratori greci raccontano della guarigione di Alessandro il Grande grazie al suono della lira; nella Bibbia si dice che Davide guarì con la sua arpa Re Saul dalla depressione.

(Musicopedagogia®, Marta Mani).

La musica ha sempre destato grande interesse nell’ambito pedagogico, come mezzo attraverso cui far vibrare corde emotive, cognitive, spirituali volte a sviluppare competenze, intelligenze, disposizioni ancora latenti. Da Rousseau a Pestalozzi e verso la fine dell’800 dalla stessa Montessori fino a Jacques-Dalcroze, con l’affermarsi delle teorie rivoluzionarie dei grandi Pedagoghi, iniziano a vacillare i vecchi, rigidi metodi. Con il ‘900 la pedagogia vive un ulteriore grande fermento, la musica in ausilio alla Pedagogia accoglie maggior interesse e un’accanita sperimentazione: Isadora Duncan introduce metodi basati sull’esecuzione di gesti ritmici naturali, liberi, aggraziati ed eleganti accompagnati dalla musica, principi perfezionati da Irene Popard (metodo Popard).

La musica comanda il movimento, gli dà il ritmo e si integra con esso, segue l’interpretazione della pagina musicale che comporta l’illustrazione gestuale dello stato affettivo suggerito dalla melodia, quindi la manifestazione di tensioni e conflitti interiori…educa ad una sempre più perfetta conoscenza dello schema corporeo, rivelandosi utile per bambini opposizionisti, timidi, introversi.

(Zanibelli, 1978, p. 67-68).

INTERAZIONE TRA L’APPRENDIMENTO MUSICALE E LO SVILUPPO DI COMPETENZE EDUCATIVE-EMOTIVE NEI BAMBINI E RAGAZZI

È ormai ben noto quanto beneficio sia insito nell’apprendimento della musica, eppure non è così automatico, non basta imparare a suonare uno strumento per crescere in autostima, fiducia, progettazione e sicurezza. I benefici potenziali sono numerosi, ma per fare in modo che si avverino è necessaria un’attenzione competente sul “come” il ragazzino sta imparando, sulle sue qualità temperamentali, sui bisogni specifici dell’età o del soggetto interessato. In poche parole è necessaria una collaborazione sinergica tra due discipline complementari: PEDAGOGIA E MUSICA (ecco giustificata la necessità di due figure professionali nel progetto: pedagogista e maestro di chitarra). La cura di questa collaborazione è un aspetto ancora parecchio trascurato nell’ambito dell’apprendimento di uno strumento musicale o forse, semplicemente, dato per scontato.

L’apprendimento musicale così inteso è in grado di:

  • migliorare il funzionamento della memoria;
  • supportare l'apprendimento del linguaggio;
  • facilitare la regolazione degli stati emotivi;
  • aiutare nell'attività di risoluzione di problemi complessi;
  • in generale mantenere lo stato di salute cerebrale.

 

Emile Jacques-Dalcroze
Émile Jaques-Dalcroze

BREVE REPORT SUL PROGETTO “CHITARRA IN NOTE DI PEDAGOGIA”

Nel corso della nostra esperienza, iniziata nel febbraio del 2019, abbiamo potuto constatare, lavorando con un gruppo di ragazzi della scuola secondaria di primo grado e di scuola primaria, di quanto potenziale educativo fosse insito nell’insegnamento della musica, nello specifico imparare a suonare la chitarra. Un potenziale che si è tradotto in competenze vere e proprie che sono andate a supportare lo sviluppo e la maturazione di alcune dimensioni costitutive dei ragazzi in oggetto.  La differenza sostanziale tra il “nostro” corso e quelli esistenti è stata l’intenzionalità e la pianificazione educativa, integrata magistralmente all’insegnamento musicale. Questo si è tradotto in attività musicali coinvolgenti e motivanti che hanno spinto i bambini-ragazzi a mettere in atto competenze sociali più raffinate, promuovendo capacità di esprimere e riconoscere emozioni prima solamente subite, acquisire sicurezza in se stessi e nelle proprie capacità, accettando quei limiti che prima rappresentavano un ostacolo nella costruzione della propria identità, imparare persino a sorridere dei propri errori, esorcizzando la paura di sbagliare che, per alcuni di loro, costituiva motivo di blocco in ambito scolastico. Alla luce di questo successo abbiamo ritenuto consono perfezionare le strategie d’insegnamento e documentarle, in modo da poterne avere memoria storica e continuare così il nostro lavoro musicopedagogico® con i ragazzi.

 

OBIETTIVO GENERALE

Mettere a punto strategie innovative che evidenzino la stretta sinergia tra pedagogia e musica nell’ambito dell’insegnamento della chitarra. Evidenziandone benefici educativi, psicologici, emotivi e sociali.

OBIETTIVI SPECIFICI PEDAGOGICI (da pensare in base all’età dei ragazzi)

  • Lavoriamo con il RITMO, la MELODIA E l’ARMONIA per permettere l’espressione diretta delle emozioni senza la mediazione del linguaggio parlato e contemporaneamente crescere e maturare in armonia con sé stessi e gli altri, trovando occasioni d’intesa e di collaborazioni, nuove sicurezze attraverso l’espressione melodico-sonora di gruppo;
  • Partiamo dalla musica per approdare all’arte dell’EQUILIBRIO CORPO-MENTE attraverso IL RILASSAMENTO E LA DISTENSIONE;
  • ASCOLTARE CON IL CORPO, non solo con le orecchie per prendere consapevolezza di sé, dello spazio occupato e del proprio agire nel mondo;
  • LA VOCE, IL CANTO: l’arte del respiro, altezza, intensità, timbro finalizzati a far vivere e percepire la propria identità ritmica e offrire vivacità alla carica emotiva-affettiva derivante dal canto di gruppo.

OBIETTIVI SPECIFICI MUSICALI PER RAGAZZI (livello base)

  • Conoscere, familiarizzare con la chitarra, le parti che la compongono, i suoni, le note, gli accordi;
  • Suonare ACCOMPAGNAMENTI e semplici ASSOLI;
  • LEGGERE semplici pentagrammi, tablature, partiture a forma di chart e testi con accordi;
  • Improvvisare semplici FRASEGGI su scala pentatonica e scala maggiore;
  • Suonare in gruppo: coordinarsi, ascoltarsi, percepire sé e gli altri mantenendo vigile la visione d’insieme del brano suonato, rimanendo coerenti alla propria parte musicale;
  • Giocare con gli accordi, per comporre e scomporre;
  • Suonare e cantare: respiro, intonazione, ritmo in accordo sincronico con il brano suonato.

METODOLOGIA E SVOLGIMENTO DEL PROGETTO

  • Incontro iniziale conoscitivo, individuale con i ragazzi del corso, nel quale intuire (attraverso il dialogo simpatetico, il disegno e alcuni reattivi) caratteristiche specifiche; punti di forza, fatiche o debolezze, preferenze musicali, abitudini e passioni da cui partire per progettare attività personalizzate, di seguito concertate con quelle di tutto il gruppo;
  • Ogni incontro, della durata di 60 minuti, organizzato in maniera flessibile in modo da bilanciare in modo efficace attività musicale-strumentale e attività musicopedagogiche.

Di seguito i benefici riscontrati

  1. STUDIARE MUSICA AUMENTA LA COORDINAZIONE: l’arte di suonare uno strumento come la chitarra richiede molta coordinazione. Mentre il bambino/ragazzo è impegnato nella lettura di note musicali, il suo cervello inconsciamente deve convertire la nota in suono, aggiungendo anche la respirazione e il ritmo. La coordinazione è sicuramente una funzione importante che servirà al bambino/ragazzo nel corso di tutta la sua vita, con notevoli vantaggi.
  2. LA MUSICA PER ESPRIMERE LE PROPRIE EMOZIONI: l’espressione delle emozioni, all’inizio della vita, è musicale. Suoni, rumori, gorgheggi. Quando un bambino prende un oggetto, lo usa per far rumore, inizia a cantare, producendo così una musica grezza. Sfruttando così la sua capacità di usare il corpo per esprimere qualcosa che sente, senza capirla o catalogarla o aver acquisito particolari abilità. Favorire l’attività musicale nei bambini/ragazzi significa dare strumenti e voci per raccontare le proprie emozioni, seguirle nelle loro variazioni e intensità, sperimentarle.
  3. IL CANTO E SUONARE UNO STRUMENTO MUSICALE AUMENTA L’AUTOSTIMA NEI BAMBINI-RAGAZZI CONFERENDOGLI UNA NOTEVOLE FIDUCIA: quando ci si esibisce di fronte ad altre persone, si riduce la paura del “palcoscenico” (inteso anche semplicemente come affrontare sfide quali esami universitari, verifiche, interrogazioni…), aumentando l’autostima nel ragazzo. Suonare o cantare in gruppo, ma anche solo di fronte ad un’altra persona aiuta a superare la paura, perché ci si sente capaci e competenti, ma soprattutto orgogliosi di riuscire.
  4. LE ATTIVITÀ MUSICALI DI GRUPPO CONTRIBUISCONO A PROMUOVERE LA COOPERAZIONE: la musica è molto importante per bambini/ragazzi in quanto è un potentissimo mezzo di socializzazione, un modo per mettersi in gioco e per trovare relazioni, equilibri, collaborazioni. Ed è spesso pratica collettiva, e questo insegna ai ragazzi la cooperazione e l’inclusività. La musica abbatte le barriere linguistiche e aiuta a creare un’immediata socializzazione tra ragazzini anche di culture differenti.
  5. STUDIARE MUSICA AUMENTA IL PENSIERO CREATIVO/DIVERGENTE: la musica e i suoni percepiti o prodotti in particolari contesti, stimolano la mente e la creatività. Secondo alcuni studi, i rumori della natura sono perfetti per sviluppare idee creative. Lavorare con un sottofondo di onde, foglie mosse dal vento, ruscelli che scorrono, riesce anche a donare ai bambini più tranquillità.
  6. ASCOLTARE E PRODURRE MUSICA AUMENTA LA MEMORIA: ascoltare e riascoltare la stessa canzone non solo aiuta il buon umore, ma serve anche a costruire la memoria autobiografica del bambino/ragazzo. La musica ha un grande potere sulla memoria, alcuni studi attestano la forza evocativa della musica che permette ai ragazzi di tornare indietro nel tempo semplicemente riascoltando brani e attivando capacità mnestiche, utili, in ogni ambito d’apprendimento.
  7. STUDIARE MUSICA AUMENTA LA RESPONSABILITÀ: imparare a suonare uno strumento richiede di sapere davvero come organizzare e come gestire in modo preciso il tempo. Suonare uno strumento ha le proprie responsabilità, il bambino/ragazzo oltre ad organizzare il suo tempo di esercizio pianificandone i differenti metodi di lavoro, deve aver cura del proprio strumento ed esercitarsi con costanza per conquistare sempre maggior successi.
  8. LA MUSICA INTRODUCE UNA CONOSCENZA GENERALE: leggere la musica necessita il conteggio delle note e della loro durata e può quindi aiutare le abilità matematiche del bambino. Inoltre, imparare la teoria musicale include molti aspetti matematici. Gli studi hanno dimostrato che i bambini che suonano uno strumento o studiano le arti sono spesso migliori in matematica e raggiungono livelli più alti a scuola rispetto agli altri che non lo fanno. Spesso la musica riflette l’ambiente e i tempi della sua creazione. Pertanto, s’impara una varietà di tipi di musica, come la classica, la musica medievale, e altri generi. La musica in sé stessa è storia, e ogni brano di solito ha il suo sfondo culturale e la sua trama che può favorire l’apprezzamento per altre culture.
  9. IL CANTO e L’ASCOLTO DI GENERI MUSICALI DIVERSI FACILITANO L’APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE SENZA TROPPI SFORZI: la musica unisce le culture e infrange le barriere: flamenco andaluso, tango argentino, reggae giamaicano, punk inglese e il jazz americano. Quando i bambini cantano, tendono a imitare i suoni e l’intonazione. Questo mitiga il loro accento quando parlano in una lingua straniera, ma ciò richiede un po’ più d’impegno. La maggior parte delle canzoni utilizza parole colloquiali ed espressioni che normalmente non s’imparano quando si studia una lingua. Quindi possiamo considerare la musica come un’ottima alternativa per far imparare una lingua straniera al bambino.
  10. LO STUDIO DELLA MUSICA E DEL CANTO DISTRAE IL RAGAZZO DAI DISPOSITIVI ELETTRONICI: sia il canto che la musica sono attività indispensabili che aiutano il bambino/ragazzo a tenersi impegnato e divertito, ciò non è da sottovalutare in quanto la dipendenza da dispositivi elettronici è molto diffusa tra i ragazzini, proprio per questo si cerca di prevenire il fenomeno tenendo il bambino impegnato in svariate attività, quali: sport, scuola e musica. Questi “impegni” hanno anche lo scopo di alimentare le relazioni con i propri coetanei, evitando l’isolamento del ragazzo nella sua stanza (situazione che incentiva l’uso di videogiochi).

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